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Installazione
del bracciolo “Woodcompany” per Focus 2002
(
articolo indipendente, autore: vedi in fondo )
Premetto
che questa breve descrizione si riferisce ad un prodotto ben
specifico solo in quanto dopo varie ricerche si è rivelato
secondo me il migliore per rapporto qualità/prezzo. Nessuno sfacciato
intento pubblicitario, quindi. Ben vengano le descrizioni di
installazioni di braccioli di altre marche.
La
spedizione e il contenuto
Dopo
lo scambio di un paio di email concordo per l’acquisto a mezzo carta
di credito. Dal momento del fax all’arrivo del pacco trascorrono in
tutto 24 ore. Il bracciolo si presenta esteriormente piuttosto bene: non
avevo dubbi, perché in questo m’ero fidato della opinione degli altri
amici di IDAF. Si compone di un guscio inferiore in pesante ABS da 4 mm,
a sezione troncopiramidale rovesciata, con base rettangolare e superfici
laterali a forma di
trapezio rettangolo, sul cui fondo sono praticati i tre fori svasati per
il fissaggio. Il bracciolo vero e proprio è fissato con una robusta
cerniera in metallo al guscio, ed è davvero di ottima fattura. La
superficie inferiore del bracciolo, quella non in vista, è rivestita in
feltro nero. Il materiale di rivestimento a vista è invece una
similpelle grigio antracite di pregevole qualità (non vi nascondo che
per accertarmi che NON fosse vera pelle ho dovuto… annusarla),
impreziosita sui bordi laterali da vere cuciture (e non quelle orrende
finte cuciture tipiche dello skay di scarso pregio). Nelle foto il
colore appare leggermente più chiaro di quello reale. L’imbottitura
è discretamente morbida, e l’appoggio del braccio è comodo e
defatigante. Semmai, avendo come termine di paragone il bracciolo della
mia Vectra 1.6CD, su cui il bracciolo era più alto, essendo la mia
statura sopra la media, mi dovrò abituare alla nuova postura. Solo due
piccoli appunti. Primo: l’ABS del guscio inferiore m’è sembrato
molto sensibile allo sporcamento da “ditate”. Sarebbe molto bello se
venisse anch’esso rivestito in similpelle, magari con un’altra
tonalità di grigio. Secondo: chiudendo il bracciolo sul guscio, non
sempre l’incastro è perfetto, ed il mio timore è che nel tempo il
rivestimento nella parte interna, a contatto col bordo superiore del
gusci inferiore, si deteriori. Forse i due “inviti” della chiusura
dovrebbero essere entrambi realizzati in ABS. Ma questa è una mia
opinione personale. Il contenuto è completato da tre viti
autofilettanti in acciaio brunito da 90mm e da un foglio autoadesivo in
“similmoquette” nera, presumo in microfibra o feltro, che dopo
l’installazione serve a coprire il fondo ed a mascherare la testa
delle viti. A completamento del contenuto, un foglietto di istruzioni,
d’altronde quasi inutile, vista la facilità di installazione.
Le
dimensioni (approssimative)
Il
guscio presenta una base di 190 x 100 mm; è alto 140mm nella sua parte
più alta e 120mm nella parte più bassa. L’altezza massima a
portaoggetti chiuso, compreso il bracciolo, è di 260mm. Il bracciolo
vero e proprio è lungo 295mm, alto 130 mm e largo 120mm.
L’installazione
Quando
si è parlato di 5 minuti forse si è esagerato, in realtà se si sa
bene come procedere ci vuole assai meno. Il problema reale è che
praticare dei fori non previsti sul tunnel di un’auto nuova è sempre
un’operazione da brivido… non vi nascondo che ero tentato di
ricontattare la Woodcompany per domandare se avessero fatto bene i loro
calcoli e la punta delle viti autofilettanti non andasse a ledere
qualche cavo o qualche connessione elettrica della mia Focus.
Apparentemente le viti sembrano lunghissime; in realtà devono
attraversare l’intera altezza del vano portaoggetti, per cui
“mordono” il tunnel
solo di un paio di centimetri. La prima operazione da eseguire consiste
nell’eliminare il vano portaoggetti in gomma morbida collocato dietro
la leva del freno a mano. Esso è bloccato da un fermo nella parte
inferiore, ma viene via con grande facilità. La prima domanda che mi
sono posto è stata “Cavoli, e adesso che me ne faccio?”
La risposta è banale: siccome i tre fori verrebbero nuovamente
nascosti dal portaoggetti in gomma, me lo conservo nell’ottica
classica del “non si sa mai”. Nella versione per Focus 2002, quella
in mio possesso, va eliminata inoltre la vite autofilettante che blocca
il portaoggetti nella parte posteriore. Nel foro rimasto libero andrà a
filettare la terza vite in dotazione. Ignoro se il tunnel delle versioni
precedenti sia identico.
A
dispetto di quanto immaginassi, il bracciolo copre completamente il vano
portaoggetti (sotto, nella parte bassa posteriore, è prevista una
striscia di feltro che “sigilla” il guscio sul portaoggetti) e si
integra perfettamente col resto degli arredi interni, sia per colore che
per forma e dimensioni; anzi, verrebbe da domandarsi per quale motivo la
Ford non preveda di fornirlo come optional low-cost sulle proprie
vetture. La
sistemazione sul vano portaoggetti privato del rivestimento in gomma è
obbligata da un perno in metallo presente sul fondo del guscio, e da due
piccole alette nella parte anteriore; questi due inserimenti, uniti al
serraggio operato dalle viti, consentono un bloccaggio molto robusto.
Inizialmente
temevo che rimanesse poco spazio per operare la regolazione dello
schienale; devo invece dire che resta sufficiente manovrabilità per
accedere alle manopole anche in modo tradizionale.
L’installazione
è banale: basta posizionare il bracciolo nella sua posizione finale e
servirsi di una vite leggermente più corta (e che quindi possa posarsi
in maniera perfettamente perpendicolare alla zona di foratura) per
punzonare i due punti residui, e poi forare con un trapano a batteria ed
una punta da 3.5-4mm. Avvitare a fondo le tre viti a croce a testa
svasata, la terza delle quali come già visto va ad innestarsi nel foro
lasciato libero da quella originale, ed incollare sul fondo il feltro di
protezione. Fine dell’installazione.
Conclusioni
Tutti
sappiamo che l’aftermarket è un mercato di nicchia, e che un prodotto
specifico per una vettura ha certamente costi superiori ad uno di quelli
“per tutti i modelli”. Trovo che complessivamente il rapporto qualità/prezzo
sia sufficientemente buono, ma potrebbe essere migliorabile.
Una prima proposta per la Woodcompany (e per le altre società che ci
leggono) è: perché non praticare un piccolo sconto ai membri dell’IDAF
che acquistano? In fin dei conti questo mio piccolo contributo è
pubblicità gratuita che arriva direttamente all’utente finale (per
chi ha già acquistato come me… magari lo sconto potrebbe essere
raddoppiato su un altro acquisto). Una seconda proposta è: di quanto
lieviterebbe il costo se sia il bracciolo che il guscio inferiore
venissero rivestiti in vera pelle?
THANKS
TO:
Claudio
Focus
ZETEC TDCI 115CV 2002, 2500Km
45
years old, provincia di CA
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